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Amnesty International ha dichiarato che i ripetuti e illegali attacchi israeliani contro strutture mediche, ambulanze e personale sanitario durante l’ultima guerra in Libano devono essere indagati come crimini di guerra.
Il governo del Libano dovrebbe garantire alla Corte penale internazionale la giurisdizione necessaria per indagare e svolgere procedimenti giudiziari su crimini previsti dallo Statuto di Roma commessi in territorio libanese e assicurare il diritto delle vittime a un rimedio giudiziario, ad esempio chiedendo a Israele di fornire riparazioni per le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
Amnesty International ha svolto ricerche su quattro attacchi israeliani compiuti contro strutture mediche e veicoli sanitari tra il 3 e il 9 ottobre 2024 a Beirut e nel sud del Libano. Questi attacchi hanno causato la morte di 19 operatori sanitari, il ferimento di altri 11 e il danneggiamento di ambulanze e di due strutture mediche.
Durante la guerra in Libano del 2024, l’esercito israeliano ha ripetutamente attaccato strutture mediche e ambulanze, senza fornire giustificazioni sufficienti o prove specifiche sulla presenza di obiettivi militari sul luogo degli attacchi, che hanno ulteriormente indebolito un sistema sanitario già fragile e messo in pericolo vite umane.
“Gli attacchi illegali israeliani contro strutture mediche e personale sanitario non solo hanno costituito gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e probabilmente crimini di guerra, ma hanno anche avuto conseguenze devastanti per la popolazione civile. Chiediamo al governo del Libano di agire, con il sostegno della comunità internazionale, per assicurare che i sospetti responsabili di crimini di guerra siano chiamati a risponderne. Il nuovo esecutivo libanese deve garantire alla Corte penale internazionale la giurisdizione su tutti i crimini contenuti nello Statuto di Roma commessi sul suo territorio o perpetrati dal suo territorio”, ha dichiarato Erika Guevara Rosas, Alta direttrice per le ricerche e le campagne di Amnesty International.
Il Libano deve accedere allo Statuto di Roma e dichiarare che garantirà alla Corte penale internazionale giurisdizione a partire dal 2002 sui crimini previsti dallo Statuto di Roma commessi sul suo territorio o perpetrati dal suo territorio.
L’esercito israeliano ha ripetutamente accusato Hezbollah di usare le ambulanze per trasportare combattenti e armi e di utilizzare le strutture mediche affiliate all’Associazione islamica della sanità come “coperture per attività terroriste”. Tuttavia, rispetto ai quattro attacchi su cui ha svolto ricerche, Amnesty International non ha rinvenuto prove che le strutture o i veicoli colpiti fossero usati a scopo militare al momento degli attacchi.
“Quando un sistema sanitario viene fatto bersaglio di attacchi, la sofferenza ricade sui civili. Anche quando si pensa di usare gli ospedali a scopo militare e questi perdono il loro status di luogo protetto ai sensi del diritto internazionale, essi possono essere attaccati solo dopo che non sia stato dato seguito a un preavviso sufficiente per l’evacuazione del personale medico e delle persone degenti. La parte che attacca rimane sempre vincolata al rispetto del principio di proporzionalità, ossia a valutare il vantaggio militare concreto e immediato dell’attacco rispetto ai danni che si stima di provocare ai civili e alle strutture civili, comprese le conseguenze derivanti dal punto di vista umanitario da tale attacco”, ha spiegato Guevara Rosas.
Amnesty International ha intervistato 17 persone tra operatori sanitari, testimoni degli attacchi, funzionari locali e familiari delle vittime. Ha anche visitato il luogo dell’attacco contro il centro dell’Associazione islamica della sanità di Bachoura, a Beirut. Inoltre, ha verificato 46 fotografie e video degli attacchi, ricevuti direttamente o reperiti sui mezzi d’informazione e sulle piattaforme social.
Infine, l’11 novembre ha scritto all’esercito israeliano senza ricevere, finora, alcuna risposta.
Il personale sanitario, gli ospedali e le altre strutture mediche sono protette dal diritto internazionale umanitario. Secondo il Comitato internazionale della Croce rossa, le persone che svolgono funzioni unicamente non combattenti all’interno dei gruppi armati o sono meramente membri o affiliate a soggetti politici che hanno una componente armata – come nel caso di Hezbollah – non devono essere attaccate a meno che e per il tempo in cui stiano direttamente prendendo parte alle ostilità. Il personale sanitario affiliato a Hezbollah, compreso quello destinato alle organizzazioni di difesa civile o con esclusivi compiti medici o umanitari è protetto dagli attacchi.
Alla fine del novembre 2024 è stato annunciato il cessate il fuoco. All’inizio del 2025 gli operatori sanitari coinvolti nei quattro attacchi israeliani hanno dichiarato che stavano facendo del loro meglio per fornire cure mediche pur dovendo ancora far fronte ai danni o alle distruzioni delle loro strutture e alla perdita dei loro colleghi. Un membro di un team di difesa civile, il cui centro è stato distrutto da un attacco israeliano, ha riferito che il suo gruppo stava operando in un’abitazione “messa temporaneamente a disposizione fino a quando non troveremo un altro locale”.
“È fondamentale che gli attacchi contro le strutture mediche e il personale sanitario siano sottoposti a indagine per assicurare che i responsabili siano puniti, che le vittime ricevano riparazioni e che tali crimini non si ripetano più. Le vittime delle violazioni di gravi violazioni, da ogni parte commesse, devono avere giustizia e riparazione”, ha commentato Guevara Rosas.
Prima che Israele lanciasse, il 23 settembre 2024, la sua operazione “Frecce del nord”, Amnesty International aveva verificato 80 fotografie e video di 11 attacchi che avevano colpito personale medico libanese tra l’8 ottobre 2023 e il 24 giugno 2024.
Secondo il ministero della Salute libanese, tra l’ottobre 2023 e il novembre 2024 l’esercito israeliano ha attaccato 67 ospedali, 56 centri di assistenza primaria e 238 team di soccorso d’emergenza, uccidendo almeno 222 operatori sanitari e addetti ai soccorsi d’emergenza.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che, al 21 novembre 2024, “il 47 per cento degli attacchi al sistema sanitario libanese, 65 su 137, aveva causato la morte di almeno un operatore sanitario o di un paziente”.
Il sistema sanitario libanese era già in difficoltà a causa di crisi ripetute e dovute a più fattori, tra cui la grave crisi economica sviluppatasi a partire dal 2019, seguita dall’esplosione al porto di Beirut nel 2020. Il paese stava ancora cercando di riprendersi dall’impatto della pandemia da Covid-19.
Il 27 novembre 2024 Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco di 60 giorni ma nel giro di pochi giorni sono state segnalate numerose violazioni dell’accordo. Il 27 gennaio 2025 il cessate il fuoco è stato esteso di alcune settimane. Israele ha poi annunciato l’intenzione di mantenere alcune posizioni all’interno del territorio libanese.
Amnesty International ha anche documentato prove di attacchi aerei illegali israeliani che hanno ucciso e ferito civili. In un documento pubblicato nel dicembre 2024, ha descritto sei attacchi aerei che hanno ucciso almeno 49 civili, tra cui intere famiglie, e che devono essere indagati come crimini di guerra.
Durante la guerra, Hezbollah ha ripetutamente lanciato salve di razzi contro il nord d’Israele e compiuto attacchi che hanno ucciso e ferito civili. In alcuni casi ha sostenuto di aver diretto gli attacchi contro obiettivi militari, in altri ha dichiarato di aver attaccato la popolazione di città e villaggi.