Liberare ostaggi israeliani e palestinesi detenuti arbitrariamente ora

28 Febbraio 2025

Photo by Abed Rahim Khatib/Anadolu

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La scarcerazione degli ostaggi civili israeliani e stranieri trattenuti da Hamas e da altri gruppi armati nella Striscia di Gaza, così come dei palestinesi detenuti arbitrariamente da Israele, deve avvenire immediatamente e non può dipendere dall’esito dei negoziati politici sulla prossima fase del cessate il fuoco. È quanto dichiarato da Amnesty International mentre si avvia alla conclusione la prima fase dell’accordo sullo scambio tra ostaggi e prigionieri.

Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio Hamas ha restituito i corpi di quattro ostaggi israeliani in cambio della scarcerazione di 640 prigionieri e detenuti palestinesi, nell’ambito dell’ultimo scambio previsto dalla prima fase dell’accordo sul cessate il fuoco. Nei giorni precedenti, Israele aveva ritardato la scarcerazione dei prigionieri palestinesi. I negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco puntano a concordare la liberazione degli ostaggi israeliani ancora prigionieri e di ulteriori detenuti e prigionieri palestinesi, oltre a un completo ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza e alla cessazione permanente delle ostilità.

“Gli ostaggi israeliani e stranieri e i detenuti palestinesi non devono essere usati come pedine politiche in uno spregevole gioco di potere riguardante la prossima fase dell’accordo di cessate il fuoco. Solo un cessate il fuoco duraturo, che garantisca l’assistenza umanitaria senza ostacoli nella Striscia di Gaza, potrà porre fine alle sofferenze di tutti e tutte. Ma la scarcerazione sia degli ostaggi civili sia dei palestinesi detenuti arbitrariamente – in particolare di coloro che sono trattenuti senza accusa né processo – non dovrebbe essere oggetto di negoziati: è una questione di diritto internazionale. La presa di ostaggi è un crimine di guerra. Non esiste alcuna giustificazione per sequestrare persone per usarle come ostaggi, né per trattenere arbitrariamente persone a fini di scambio”, ha dichiarato Erika Guevara Rosas, Alta direttrice delle ricerche e delle campagne di Amnesty International.

“Israele e Hamas devono scarcerare immediatamente tutte le persone trattenute illegalmente, indipendentemente dall’esito dei negoziati politici sulla seconda fase del cessate il fuoco”, ha aggiunto Guevara Rosas.

Almeno 59 ostaggi, la grande maggioranza dei quali israeliani, rimangono in stato di prigionia a Gaza. Si ritiene che almeno 24 di loro siano ancora in vita.

Oltre 4000 palestinesi sono detenuti senza accusa né processo, sia in regime di detenzione amministrativa sia in base alla Legge sui combattenti illegali, in violazione del diritto internazionale.

La scarcerazione di detenuti palestinesi e ostaggi israeliani nelle ultime settimane ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo ai maltrattamenti subiti durante la detenzione e alle condizioni disumane sia per gli ostaggi nella Striscia di Gaza sia per i detenuti in Israele.

Almeno 250 persone, vive e decedute, sono state prese in ostaggio nel sud di Israele durante gli attacchi condotti da Hamas il 7 ottobre 2023. Un esame forense israeliano sui corpi di almeno sei ostaggi deceduti, recuperati nell’agosto 2024, ha rilevato che erano stati uccisi con colpi d’arma da fuoco a distanza ravvicinata, poco prima del loro ritrovamento, suggerendo che siano stati messi a morte dai loro rapitori.

Hamas ha inoltre trattenuto, dal 2014, i corpi di due soldati israeliani. Uno di questi è stato recuperato dalle forze israeliane durante un’operazione militare nel gennaio 2025.

Secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione israeliani, alcuni ostaggi liberati hanno descritto di essere stati tenuti incatenati in tunnel, privati di cibo e con un’esposizione alla luce solare estremamente limitata. Hanno inoltre riferito di essere stati sottoposti a torture e maltrattamenti.

Hamas ha inoltre esposto al pubblico gli ostaggi, costringendoli a partecipare a umilianti cerimonie di consegna di fronte alla folla. In un caso, le bare di ostaggi israeliani deceduti, tra cui due bambini, sono state esibite pubblicamente davanti a un poster del primo ministro Benjamin Netanyahu, raffigurato come un vampiro.

“Le offese alla dignità personale, in particolare i trattamenti umilianti e degradanti, sono vietate dal diritto umanitario internazionale. Eppure, abbiamo visto ostaggi esibiti in pubblico come trofei di guerra o costretti a partecipare a video di propaganda. Hamas e gli altri gruppi armati devono porre immediatamente fine a questi spettacoli degradanti e garantire che tutti gli ostaggi e i resti umani siano trattati con rispetto e dignità”, ha detto Erika Guevara Rosas.

“Tutte le persone ancora private della libertà devono essere trattate in modo umano, protette da torture e maltrattamenti e avere accesso al Comitato internazionale della Croce rossa e alle cure mediche”.

Anche i detenuti palestinesi scarcerati nell’ambito dell’accordo sul cessate il fuoco sono apparsi emaciati e con segni di torture e maltrattamenti. Amnesty International ha già documentato come i detenuti palestinesi siano vittime di sparizioni forzate, isolamento e diffuse torture, come pestaggi, privazione del cibo e trattamenti crudeli, inumani o degradanti. Dal 7 ottobre 2023, almeno 60 detenuti palestinesi sono morti mentre si trovavano sotto custodia israeliana.

“Continuare a trattenere arbitrariamente migliaia di palestinesi senza alcuna motivazione legale è crudele, ingiustificato e palesemente illegale. Le autorità israeliane devono smettere di ricorrere alla detenzione arbitraria e di trattenere i corpi dei palestinesi deceduti come merce di scambio. Fino a quando non verranno scarcerati, Israele deve consentire l’accesso di osservatori internazionali nei centri di detenzione. Tutte le persone in custodia devono essere protette dalla tortura, ricevere un livello adeguato di cibo, acqua e cure mediche, oltre ad avere accesso alle proprie famiglie e ai propri avvocati”, ha aggiunto Guevara Rosas.

Le autorità israeliane hanno inoltre costretto i palestinesi a subire trattamenti degradanti e umilianti durante la loro scarcerazione, tra cui l’obbligo di indossare magliette con il simbolo della stella di David e la scritta “non dimenticheremo né perdoneremo”.

In un caso, nel settembre 2024, le forze israeliane hanno inviato a Gaza container contenenti i resti di almeno 88 palestinesi non identificati, successivamente sepolti in una fossa comune. Le forze israeliane continuano a trattenere i corpi di almeno 600 palestinesi come merce di scambio, in base a una pratica illegale di lunga data, precedente all’ottobre 2023.

“I corpi delle persone defunte non dovrebbero mai essere trattati come un campo di battaglia. Tutte le parti in conflitto hanno il chiaro obbligo di rispettare e tutelare la dignità delle persone vive e morte, garantendo che i corpi e i resti siano correttamente identificati e restituiti in modo dignitoso”, ha concluso Erika Guevara Rosas.